Bilancio positivo della mostra antologica PELLIS l’anima del Friuli

Si è recentemente conclusa a Palazzo de Nordis, Cividale del Friuli, la mostra antologica Pellis l’anima del Friuli registrando ben 9.500 visitatori in poco più di due mesi. Famiglie con bambini, persone che conoscevano o non conoscevano il Maestro, artisti, critici d’arte, appassionati di pittura si sono lasciati emozionare alla visione delle opere di G.N. Pellis, manifestando ammirazione, interesse e curiosità nei confronti del suo “fare arte”. A seguito delle numerose richieste, sono state organizzate anche numerose visite guidate e laboratori didattici dedicati agli alunni delle scuole di ogni ordine e grado. Molto apprezzata la ricca sezione documentaria e la monografia che è stata distribuita gratuitamente nelle biblioteche dell’intero territorio regionale.

Ci sono stati momenti di approfondimento quali la conferenza con i proff. Simone Furlani, Gian Paolo Gri e Alessandro del Puppo ed il concerto Sulle note dell’arte tenuto dagli allievi del Conservatorio di Musica “Jacopo Tomadini”.

Un ringraziamento speciale a tutte le persone che hanno creduto e sostenuto Venti d’arte nella realizzazione dell’iniziativa, che ha voluto ricordare a cinquant’anni dalla sua morte, uno dei protagonisti dell’arte friulana del Novecento.

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PELLIS l’anima del Friuli

L’esposizione che si è voluta realizzare, a cinquant’anni dalla scomparsa del pittore friulano Giovanni Napoleone Pellis, oltre a presentare le numerose e celebri nevi, è stata pensata come un’occasione di approfondimento e conoscenza del “corpus” pittorico dell’artista, comprendente varie tematiche. In mostra circa settanta opere tra tele, tavole, alcune delle quali inedite, disegni ed un buon numero di documenti che testimoniano il valore e la complessa personalità di Giovanni Pellis.L’articolato itinerario espositivo si snoda attraverso sette sale ed è stato organizzato in senso cronologico, con alcune pause tematiche. Il percorso artistico del pittore ebbe origine nel primo decennio del Novecento, per concludersi nel febbraio del 1962, anno della morte. Interessante ed articolato lo sviluppo del linguaggio espressivo di Pellis, soprattutto rispetto al complesso contesto artistico e culturale del tempo. A partire dai primi anni del Novecento e fino allo scoppio del Primo conflitto Mondiale infatti, la propagazione delle nuove voci delle Avanguardie storiche, in direzione di un rinnovamento dell’arte, si stava rapidamente ed incessantemente diffondendo tra gli artisti orbitanti nel fecondo ambiente culturale veneziano. Pellis a partire dal 1909, ancora giovanissimo, espose insieme a Gino Rossi, Ugo Valeri, Arturo Martini, Umberto Moggioli e altri giovani artisti, alle mostre organizzate dall’Opera Bevilacqua – La Masa, a Cà Pesaro. In mostra sono esposte alcune tra le primissime opere di Pellis, eseguite tra il 1911 ed il 1913, oggi di proprietà della Fondazione Civici Musei di Venezia e conservate dalla Galleria Internazionale d’Arte Moderna di Cà Pesaro. Fantocci di fieno, Autoritratto, Paese natio, sono tele pervase da un colorismo acceso e da un vibrante linearismo, dovuti alla sperimentazione intrapresa a seguito dell’assiduo contatto con l’ambiente veneziano.
Successivamente, per Pellis si aprì una lunga parabola stilistica, entro la quale l’artista si fece interprete di una pittura ricca di lirismo, con toni atmosferici e pregni, che lo videro tradurre l’essenza della propria pittura, in un serrato isolamento tra le montagne della Carnia.

Palazzo de Nordis, piazza Duomo, 5 – Cividale del Friuli (UD)

15 settembre– 18 novembre 2012

orari: giovedì > domenica _ 10.00 > 18.00