Gli artisti al servizio della “Réclame”

Se i manifesti stampati nell’Ottocento spesso non sono firmati, con il Novecento emergono i nomi dei primi autori e dal 1904 l’artista cui si affida Passero è Antonio Bauzon, il cui cartellonismo, contrassegnato da sintesi e linearismo, interpreta le eleganze e i riti mondani della Belle Époque, guardando a Dudovich. Tra Liberty e geometrie Déco si muove lungo gli anni Venti Pietro Antonio Sencig, arguto ideatore di personaggi gioiosi e fumettistici e di una serie di grandi cartelloni per il Circo Kludsky in giro con i suoi spettacoli in tutta Italia.
Giuseppe Chiesa raccoglie anche la sfida delle avanguardie grazie a un particolare rapporto con Tullio Crali, principale protagonista dell’aeropittura, convertendosi dunque al nuovo lettering novecentista e alla nuova concezione dell’immagine “in movimento” del Futurismo, esemplare nella rombante velocità di una motocicletta che scompare alla nostra vista nel manifesto per il I campionato interprovinciale radiomotociclisti, uno dei capolavori della produzione Chiesa insieme al manifesto disegnato da Luigi Spazzapan nel 1925 per l’Esposizione di caccia a Gorizia, dove uno stambecco è in bilico su una montagna
triangolare secondo i dettami geometrici del Déco. Tra i nomi dei bozzettisti ricordiamo anche quelli di Orell, de Finetti, Vidris, Scolari, Zinetti, Polesello, Leoncini, Barazzutti, Mitri, Saccomani, Bernardinis, Liusso, molti di questi impegnati lungo gli anni Trenta e primi Quaranta in manifesti attraversati da lettere cubitali inneggianti gare ginniche, adunate, raduni, e iniziative dell’Opera nazionale Balilla, all’insegna di una intensa  stagione di comunicazione militante. A partire dagli anni Cinquanta si distinguono disegnatori dal tratto fine e ironico come Emilio Caucigh, e ancora Luciano Biban, Aldo Merlo, Nando Toso, fino
all’ultimo disegnatore interno, Marcello Di Tomaso, e a moltissimi altri che lavorarono nello stabilimento di Tavagnacco dove più generazioni di tecnici e disegnatori hanno contribuito con il gusto e la qualità del loro lavoro silenzioso, e spesso avvolto dall’anonimato, al successo delle Grafiche Chiesa.

Isabella Reale

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